Verifaca grado di umidità







Perchè è  consigliabile eliminare l’umidità dal legno e dalla vetroresina?

Nella vetroresina l’umidità è sinonimo di osmosi o di osmosi latente.
Non appena l’umido trova sostanze da sciogliere le decompone dando luogo ad una sostanza viscosa.L’ulteriore ingresso di acqua attraverso la permeabilità del gel-coat o attraverso fenditure, spaccature, graffi profondi, ammaccature, andrà a diluire - idrolizzare - sciogliere ulteriormente il soluto per abbassarne la concentrazione, dando luogo ad un aumento di volume che si tramuterà nel rigonfiamento che marca la carena.

Il LLOYD’S Register chiede per il legno umidità relativa (UR) eguale o inferiore al 12%, il RINA eguale o inferiore al 15%. Per la vetroresina, questa umidità deve tendere allo 0%.

Una carena in vetroresina con un alto tasso di umidità, denota che non tutte le cose vanno bene e che lo strato protettivo del gel-coat, che aveva la funzione di impedire il passaggio dell’acqua, non ha funzionato bene. L’acqua è passata lo stesso, ma ancora non ha creato danni, non ha dato luogo al cosiddetto effetto “magnese”, che vuol dire osmosi. Può darsi che la barca, seppure portatrice sana come in questo caso, prima o poi dia questo dispiacere. È evidente che una carena con umidità, anche senza osmosi, è sempre meno resistente della stessa carena priva di umidità.

Se facciamo un confronto con l’imbarcazione di legno costruita con i cosiddetti legni marini, si nota che l’eventuale umidità assorbita, non riesce a fare danni così sostanziali, perché convive con il legno senza arrecarne ulteriori. Al massimo ci sarà una perdita in percentuale di “resistenza” e un aumento di peso. Infatti un legno con umidità relativa del 45% perde oltre il 50% di resistenza meccanica.

Anche se lo scafo non presenta bolle di alcun tipo, controllate il livello di umidità della carena è comunque importante. Sul mercato esistono vari strumenti elettronici in grado di rilevarla e noi usiamo solo i miglior marche. Vi facciamo una perizia per misurare il livello di umidità della vostra barca.. Ricordatevi di eseguire il controllo non nei giorni immediatamente successivi all’alaggio, ma lasciate passare almeno un paio di settimana così da rendere la verifica attendibile. Questo tipo di lavori ovviamente valgono anche per le barche a motore, che normalmente restano per più tempo in cantiere durante l’inverno, favorendo così l’evaporazione dell’umidità.

Concluse queste operazioni preliminari arriva il momento di preparare la carena: per chi intende fare regate è consigliabile asportare quasi totalmente i vecchi strati di antivegetativa, prestando massima attenzione a non intaccare il gel-coat mettendo pericolosamente a vivo la vetroresina dello scafo. Esportare la vernice vecchia nelle barche a vela serve, oltre a favorire l’evaporazione dell’umidità, a eliminare lo scalino tra opera viva e opera morta favorendo uno scivolamento migliore sull’acqua. Per le barche a motore sarà comunque buona norma non accumulare più di due o tre strati di antivegetativa, evitando così di intrappolare l’umidità nello scafo.