Valutazione grado di osmosi

 

La mia consulenza riguarda ia proprietari di imbarcazioni, che devono essere sottoposte a trattamento per l’eliminazione di un fenomeno osmotico. In prima analisi viene verificata l’estensione ed il levello del problema, viene stabilita la logistica per l’esecuzione del lavoro e, dopo la sabbiatura, viene eseguita la mappa dei valori di umidità, misurati in carena.
Periodicamente la mappa verrà aggiornata per la verifica dell’evoluzione dell’essiccatura, permettendo di fare una previsione sui tempi di inizio del ciclo di protezione, del quale verrà verificato il rispetto delle specifiche stabilite dal produttore.

Quando il lavoro sarà finito viene consegnata la relazione descrittiva delle operazioni eseguite,dall’alaggio fino al varo dell’imbarcazione.

Più dell’ 80% delle imbarcazioni, oggi, sono in vetroresina o come normalmente vengono definite di “plastica”, ma, questo meraviglioso prodotto ha mostrato di avere anche qualche difetto, tra cui la permeabilità, cioè l’assorbimento dell’acqua, che, seppure inferiore al legno, comporta nella stragrande maggioranza dei casi, risultati negativi maggiori: l’osmosi.

L’osmosi, è un fenomeno di diffusione tra due liquidi miscibili, di diversa densità, che penetrano attraverso membrane semimpermeabili (la membrana semimpermeabile, in questo caso, è proprio il gel-coat e il laminato della nostra barca). E il liquido più denso si trova nello stratificato della nostra barca come effetto di cattiva lavorazione o catalizzazione, o si crea per idrolisi col passaggio dell’acqua attraverso il gel-coat; quello più fluido è il mare o il lago che la nostra barca solca e che passa attraverso il gel-coat e va a fare tutti i danni che ben conosciamo.
L’osmosi, si manifesta soprattutto in carena perché l’opera viva, a continuo contatto con l’acqua ne assorbe una quantità che va a sciogliere residui instabili e idrosolubili del procedimento di lavorazione formando sostanze liquide molto dense. Essendo un processofisico spontaneo, osmosi è la diffusione del solvente attraverso una membrana semipermeabile dal compartimento a maggior potenziale idrico (concentrazione minore di soluto) verso il compartimento a minor potenziale idrico (concentrazione maggiore di soluto), quindi secondo il gradiente di concentrazione.L’osmosi si manifesta più facilmente in acqua dolce (perché più fluida di quella di mare, non contiene sale) e in acque calde perché hanno maggiore fluidità, quindi un ormeggio vicino a uno scarico di acqua calda evidenzierà prima il problema.


Come capire se uno scafo soffre di osmosi?

L’osmosi si manifesta con delle bolle, di dimensione più o meno grande, in corrispondenza delle parti immerse dello scafo. Se le bolle sullo scafo sono larghe, numerose e facili da vedere la diagnosi è semplice; purtroppo non sempre è così. Talvolta è facile scambiare per osmosi dei difetti della pitturazione e, una volta rimossa l’antivegetativa da uno scafo si scopre che non ci sono segni di osmosi. In questi casi è fondamentale effettuare diversi test in parti diverse dello scafo eliminando l’antivegetativa e guardando bene al di sotto, perchè talvolta le bolle dell’osmosi al passare del tempo al secco ed all’asciutto tendono ad appiattirsi ed a ridursi di dimensione. Se c’è un sospetto di osmosi bisogna quindi rimuovere delle piccole porzioni di antivegetativa ed esaminare che cosa c’è sotto.

Queste verifiche eliminando l’antivegetativa vanno fatte in diverse parti della barca, a prua a poppa, vicino la linea di galleggiamento e sulla chiglia. L’area da scoprire dovrebbe essere almeno di 80x20 mm. Una spatola affilata è un ottimo strumento per asportare la vernice e guardare al di sotto.
Una delle zone dove è più facile trovare segni di osmosi è vicino la linea di galleggiamento, e quindi è proprio qui che bisogna concentrare la propria attenzione.

E’ possibile capire in anticipo se uno scafo soffre di osmosi prima che compaiano le bolle?
Si, dal momento che le bolle non sono che il fenomeno terminale di un processo che può impiegare anche dieci anni prima di apparire. Senza entrare nei dettagli tecnici del fenomeno osmotico, è importante sapere che il livello di umidità di uno scafo messo a secco scende in maniera differente a seconda che lo scafo presenti dei problemi di osmosi o meno.Una volta messo lo scafo a terra, va misurato e registrato, settimana dopo settimana, il livello di umidità. Il livello dovrebbe scendere progressivamente in maniera significativa già nelle prime due-tre settimane di permanenza all’aperto, arrivando a dei valori soddisfacenti in sei-otto settimane. Se il livello invece non si abbassa significa che siete in presenza di problemi. Magari all’esterno ancora non è comparsa alcuna bolla, ma il processo di osmosi è già iniziato
. L’osmosi non si manifesta in maniera uguale in tutti gli scafi, bensì in maniera più o meno grave. E’ quindi opportuno saper riconoscere il livello di gravità di questo problema per poi trovare la cura migliore.

La cura del osmosi viene effetuata da Nicola Bartolini  con un processo composto da diverse fasi: pelatura dello scafo con eliminazione del gel-coat e quindi delle bolle, asciugatura dello scafo, trattamento epossidico, antivegetativa.